Frana Villanesi

FRANCAVILLA. Il Movimento 5 Stelle punta il dito contro il Consiglio comunale, ritenendo tutti i rappresentanti politici, di maggioranza e minoranza, responsabili della perdita dei finanziamenti regionali 2014 destinati a riparare i danni dell’alluvione del dicembre 2013, in modo particolare la frana della strada a contrada Villanesi.
«La città ha perso l’occasione di usufruire dei fondi regionali per risolvere il problema del dissesto idrogeologico, che la affligge da tempo e che tanti danni ha provocato, e rischia ancora di provocare, sulla martoriata collina» accusa la portavoce M5S, Anna Grazia Matarrelli. «Il dirigente della Regione Abruzzo,Luigi Del Sordo, in occasione del convegno svolto a Francavilla il 21 febbraio scorso, aveva manifestato ai rappresentanti delle forze politiche consiliari, le preoccupazioni in merito alla mancata perimetrazione delle aree a rischio di dissesto, ai fini della concessione dei fondi regionali» prosegue Matarrelli, ricordando l’intervento del dirigente nell’ambito del convegno sul dissesto idrogeologico organizzato dall’associazione Le Franche Villanesi, da cui era emerso che gli uffici comunali non avevano provveduto a eseguire la perimetrazione della frana di Villanesi; un passaggio fondamentale per accedere ai fondi regionali, come era stato esplicitamente richiesto dalla stessa Regione dopo un sopralluogo del maggio scorso.
«Ora è caccia al colpevole, ma nessun rappresentante del Consiglio comunale può ritenersi esente da responsabilità» attacca la portavoce Cinque stelle nel sottolineare «il disinteresse della politica locale su queste delicate problematiche», come evidenziato «dagli ultimi eventi meteorologici che hanno favorito il ripetersi degli allagamenti delle sedi stradali e dei sottopassi in alcuni punti della città. Un fenomeno che, al pari di quello del dissesto idrogeologico, viene sistematicamente trascurato dalle forze politiche cittadine».
Matarrelli sollecita dunque l’amministrazione a utilizzare i fondi reperiti «con tanta facilità per organizzare eventi, estivi e natalizi assai costosi», piuttosto che «per contrastare definitivamente queste calamità naturali ormai destinate a ripetersi in futuro, con sempre maggiore frequenza e intensità, in ragione dei mutamenti climatici noti a tutti».

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